Volontari
 

PALLIN~1.GIF (1406 bytes) Chi siamo

Il modello organizzativo di assistenza domiciliare dell’Associazione Cremonese per la Cura del Dolore a malati oncologici in fase avanzata prevede l’utilizzo di volontari, a fianco del personale medico ed infermieristico.

Il volontario è una figura relativamente atipica in una équipe multidisciplinare a forte contenuto professionale. La sua caratteristica, e suo pregio, è proprio l'essere un "dilettante". E' infatti difficile pensare che "per lavoro" qualcuno sia in grado assumersi una così ampia varietà di compiti, e, soprattutto, di stabilire l'intenso rapporto affettivo che spesso si crea tra lui e il malato. Il successo del volontario è dovuto ad una genuina e profonda motivazione personale, alla comunicazione ed alla disponibilità. Tra i suoi compiti sono la compagnia e le attività diversionali; l’aiuto ai familiari nella gestione del malato (commissioni, pratiche burocratiche, toeletta e mobilizzazione, alimentazione); il ripristino di una corretta comunicazione col malato e tra il malato e la famiglia e l’aiutare la famiglia stessa nel momento del decesso e del lutto.

PALLIN~1.GIF (1406 bytes) La motivazione

Mentre il personale sanitario fornisce soprattutto prestazioni tecniche, il volontario offre la propria disponibilità affettiva. Questa è un’offerta non gravata dal peso della routine, né limitata dalla specificità del ruolo; è rivolta al malato in quanto persona ed è espressione di una scelta libera e motivata. 

La motivazione è una cosa complicata, i cui fili partono dal profondo e arrivano lontano. E’ diversa per ciascuno di noi. E’ compito e cura della nostra Associazione verificarne la validità e l’autenticità, attraverso un colloquio di selezione, condotto da una psicologa. 

PALLIN~1.GIF (1406 bytes) La formazione

L'essere motivati però, anche se è necessario, non è sufficiente: il "mestiere" di volontario va imparato. I Volontari di Cure Palliative vengono formati attraverso corsi specificamente organizzati dalla ACCD, e la  formazione diviene permanente grazie ad un continuo lavoro di aggiornamento e di analisi del loro operato. 

Il percorso formativo, centrato sulla comunicazione, induce alla riflessione sulla malattia inguaribile e le sue implicazioni psicologiche e sul problema della morte propria ed altrui; e  fornisce abilità di accudimento pratico. Il volontario deve inoltre imparare ad interagire con gli altri membri dell’equipe.

PALLIN~1.GIF (1406 bytes) L'organizzazione

Il volontario non viene mai imposto al malato: è il malato stesso ed i suoi cari che decidono se e quando è opportuno l'intervento di un volontario. Generalmente il volontario viene presentato dall’infermiera domiciliare e in una particolare assistenza  possono collaborare più volontari. L’impegno di servizio del volontario non è continuo, perché è bene creare uno stacco tra un servizio e l’altro per la necessaria rielaborazione ed un meritato riposo.
Il contatto continuato con la sofferenza può rendere il compito gravoso, a volte troppo coinvolgente: i volontari, con scadenza mensile, si riuniscono in gruppo per discutere i dei problemi incontrati nella loro attività e per condividere con gli altri lo stress. In questa occasione si confrontano le esperienze, si esprimono le ansie, si trova solidarietà al proprio operato; qui la formazione è permanente.  

Ogni volontario stabilisce quante ore e quando è disponibile per una assistenza, e può ritirarsi comunque in qualsiasi momento. I volontari sono coordinati da un responsabile, anch'esso volontario, che agisce da tramite tra l'intero gruppo ed il Servizio di Cure Palliative, come membro permanente dell'equipe di cure palliative, provvedendo alla comunicazione delle informazioni sul malato dal volontario all’equipe ed informando il volontario dei piani assistenziali da essa decisi.

Il nostro gruppo è composto da una cinquantina di volontari, con una prevalenza di donne; l’età è leggermente al di sopra della media, con una superiorità di pensionati e casalinghe. La maggior parte risiede in città, ma alcuni provengono dai paesi circostanti, e sono indispensabili per le assistenze nel territorio extraurbano.

Non tutti i volontari sono impegnati nell'assistenza del malato a casa ed in Hospice: alcuni sono addetti alla amministrazione, alle attività promozionali, alla formazione.

 

 

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